Alessio Vailati

Poesie Libri Riflessioni e Letture

Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione.


( Jorge Luis Borges) 


Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.

(Oscar Wilde)

Nato nel 1975 a Monza, dove ha conseguito il diploma di maturità classica, si è laureato successivamente in giurisprudenza.   
Appassionato di letteratura, è  autore di diversi libri di poesia - l'ultimo dei quali La mappa del dolore  (Il ramo e la foglia, 2025) - e del romanzo Ninfa alla selva (Robin, 2024)

LA MAPPA DEL DOLORE

Trenta fotografie vincitrici del Premio Pulitzer, trenta riflessioni in versi che ci porteranno nelle tragedie collettive e individuali della Storia. Uno sguardo sugli angoli del mondo che spesso fingiamo di non vedere.   

Il video dal canale YouTube di Il ramo e la foglia.
Intervista di Livio Partiti su Il Posto delle Parole e su Youtube
IG - Clip su Maree Letterarie

Un'autopresentazione da Italian Poetry


Ne parlano Franco Manzoni su La lettura di Il corriere della sera, il sito letterario Italian Poetry, il blog di libri Maree LetterarieLuca Bresciani in Poeti Oggi Marco D. Conti su Le Muse inquiete, Fabrizio Bregoli sul suo blog, Emanuela Vezzoli su Sololibri.net, Rossella Nicolò  su Satisfiction, Doris Emilia Bragagnini in Il giardino dei Poeti, Davide Morelli per MagOz, Gabriele Ottaviani su Convenzionali.

E L'osservatore di Lugano dedica parole e attenzione alla Mappa in Il canto dei Libri - fotografie e poesie civili, sulle pagine di cultura del n.41 dell'11 ottobre 2025, p.7

Alessio Vailati. La mappa del dolore, Trenta fotografie dal 1944 a oggi
Su
La lettura del Corriere della sera, rubrica Soglie (p.27, domenica 23 novembre 2025) a cura di Franco Manzoni
Guerre. migrazioni, emarginazione, miseria, campi di prigionia, discriminazioni razziali. Pare il baratro di un tremendo inferno dantesco. Prendendo spunto da trenta drammatiche fotografie tutte vincitrici del Pulitzer, in versi intensi Alessio Vailati (Monza, 1975) fa rivivere altrettante vicende storiche dal 1944 a oggi.


Alessio Vailati. La mappa del dolore,  per Cronache a Managua su Fintestre Lit-blog, a cura di Davide Toffoli
 È poesia che si apre all’orrore, alla memoria, alla compassione, perché le foto e soprattutto le vittime che rappresentano non vengano dimenticate. Suona come monito. Perché le vicende narrate, non appartengono solo al passato: riecheggiano nel presente, bussano quotidianamente al nostro sguardo, chiedono disperatamente che non lo distogliamo. La mappa del dolore invita a guardare, capire, ricordare. E Vailati è riuscito a fornirci un prezioso strumento di orientamento, mappando la tragedia immane della contemporaneità, scegliendo con cura 30 scatti che hanno fatto la Storia. “Eppure c’è, dietro la scia della storia, una traccia di umanità, di speranza”.

Alessio Vailati. La mappa del dolore,  su Oubliette Magazine, a cura di Filomena Gagliardi
Trenta scatti vincitori del Premio Pulitzer: per ognuno una serie di poesie che, pur partendo dal tema specifico della fotografia, costituiscono liriche indipendenti, universali.  Ogni scatto costituisce il la per ogni sezione, che sono dunque trenta: a sua volta ogni sezione ospita una “lirica-cornice” di apertura, che prende il titolo non dal nome originario della foto, ma dai nomi assegnati alle foto stesse dal libro Moments che riporta e le fotografie vincitrici del Pulitzer dal 1942 al 2013; a ciascuna lirica-cornice seguono sei liriche interne per un totale di duecentodieci; un’intelaiatura armonica, compiuta e non soltanto una voce di dolore e di denuncia. 

Alessio Vailati. La mappa del dolore, Recensione su blog di critica letteraria Giano Bifronte,  a cura di  Gianni Antonio Palumbo
 Una sorta di uroboro di male, miseria e sofferenza sembra proiettarsi sull’umana genia e far udire il suo trillo nelle carestie, nelle spire dei cortei di rifugiati, nei sogni grigi dei soldati e nella loro invincibile stanchezza. È il rinnovarsi dell’amara tramatura di una storia di ingiustizia e sopraffazione che si ripete. E allora ben vengano la fotografia – col suo restare documento perenne consegnato al più potente dei sensi – e la poesia a scardinare quello che Barthes definì il “mito ambiguo della ‘comunità’ umana”. A farci vedere la disumanizzazione – come Tolstoj in Vergogna la fustigazione – per ciò ch’essa è e sempre sarà; a portare il caos di un mondo che muore nell’oleografia asfittica dei nostri presepi.


Alessio Vailati. La mappa del dolore - Versi che guardano la Storia negli occhi Su Maree Letterarie
 Questo libro non è un’operazione nostalgica, né un esercizio estetico: è un monito. Le vicende narrate, guerre, disuguaglianze, migrazioni, non appartengono solo al passato: echeggiano nel presente, bussano al nostro sguardo, chiedono che non distogliamo lo sguardo. La mappa del dolore invita a guardare, capire, ricordare. 
È un invito alla coscienza, alla memoria collettiva, alla responsabilità, perché la poesia, anche oggi, può essere atto di giustizia, ricostruzione di verità, testimonianza viva. 

Alessio Vailati. La mappa del dolore -Estratto e poesie su Poeti Oggi
a cura di Luca Bresciani

 

Il ponte sul Taedong, Max Desfor 1951


Il ponte al fluire del Taedong alza

dal poderoso scheletro le travi

fredde d’acciaio. Il vento ostile incalza

una funesta fuga e sferza – in cavi

intrecci – uomini perduti. E come

formiche, in equilibrio sull’abisso

di un’invisa sorte, avanzano - come

resiste il corpo al cuore crocifisso!

Dinanzi al baratro restano in fila:

l’acqua per molti diverrà un eterno

riparo; gli altri in un’altra trafila

caleranno, reduci dall’inferno. 


Alessio Vailati. La mappa del dolore - Su Le muse inquiete,
a cura di Marco D. Conti

Trenta immagini fotografiche vincitrici del Premio Pulitzer dal 1944 al 2017 sono i temi che Alessio Vailati ha scelto per il suo ultimo libro, La mappa del dolore. Una scommessa non di poco conto visto che l'autore non chiosa, ma percorre quei trenta capitoli di storia contemporanea attraverso 210 testi poetici, sette per ogni immagine assente, ma precisamente citata...
(Marco D. Conti)

Alessio Vailati. La mappa del dolore - Sul blog di Fabrizio Bregoli
a cura di Fabrizio Bregoli

Vailati si immerge nel male in tutte le sue propaggini, nella sua pervasività rizomatica, con la coscienza che, se la voce poetica non è in grado di cambiare la Storia, tuttavia, la sua denuncia che non sa scendere a compromessi, la sua azione di sensibilizzazione sul lettore, il suo dire asciutto e necessario non sono mai vani.
(Fabrizio Bregoli)

Alessio Vailati. La mappa del dolore  - Su Sololibri.net
a cura di Emanuela Vezzoli

La mappa del dolore si configura dunque come un’opera di poesia e insieme di coscienza civile, in cui la parola diventa strumento di resistenza contro l’oblio. È un libro che richiama il lettore a una responsabilità: quella di osservare e di non distogliere lo sguardo, di ascoltare e di non dimenticare. In questo senso, l’opera di Vailati si pone accanto a quelle voci che, nel Novecento e oltre, hanno fatto della poesia non soltanto un esercizio estetico, ma un luogo di testimonianza e di memoria condivisa.
(Emanuela Vezzoli)

Alessio Vailati. La mappa del dolore - Su Satisfiction
a cura di Rossella Nicolò

In più raccolte Vailati ha affrontato il tema dell’ “essere smarriti” in un mondo soggetto a continui mutamenti . La condizione dell’uomo contemporaneo è quella di chi fa fatica a orientarsi nella realtà. La sua cifra stilistica è sempre misurata e sobria, non fornisce risposte ma anche questo aspetto rappresenta una risposta. Il cardine di queste trenta riflessioni poetiche è la coerenza tonale che non prevede salti repentini da un tema all’altro ma lo sviluppo di temi paralleli che si rispecchiano, ritornano, si trasformano, si plasmano focalizzandosi sul disprezzo della vita, la dignità dell’uomo , le cicatrici della guerra, le disuguaglianze sociali, il destino degli “ultimi” , il dolore interrogato, i diritti ignorati o distorti per coprire politiche di potenza .

(Rossella Nicolò)

Alessio Vailati. La mappa del dolore - Il giardino dei Poeti
a cura di Doris Emilia Bragagnini
(estratto)
 Si tratta pertanto di un libro attuale imperniato sulle immagini icastiche di trenta tragici avvenimenti che hanno segnato la Storia, immortalati in altrettante fotografie vincitrici del Premio Pulitzer. Pur essendo scaturiti dalle fotografie i testi mantengono una certa autonomia e si occupano del lato umano delle vicende narrate. Non si tratta di testi con giudizi di natura politica ed economica quanto piuttosto di un lungo racconto che getta lo sguardo sulla disumanità di quanto ci accade attorno, pur non toccandoci direttamente. Il titolo del libro sta a indicare proprio questo percorso, quasi un viaggio nell’inferno dantesco, così tristemente reale e documentato. 
(Doris Emilia Bragagnini)

"La mappa del dolore" di Alessio Vailati - Su MagOz
a cura di Davide Morelli

Prendere spunto da queste fotografie per l’autore significa ripercorrere a ritroso traumi collettivi, pezzi di Storia, che spesso tendiamo a rimuovere, a far cadere nell’oblio, vuoi perché l’indifferenza oggi regna sovrana e diventa un nuovo meccanismo di difesa della psicologia dell’io, vuoi perché il nuovo ogni giorno sostituisce il vecchio, si dimentica subito tutto in fretta e le notizie si rincorrono incessantemente,  continuamente. Che cosa deve riuscire a fare la vera poesia se non fermarci a far riflettere? E Vailati con questa operazione poetica ma anche intellettuale riesce a catturare ciò che resta, a trovare gli snodi e i punti di svolta degli ultimi decenni, a rappresentare veramente i fatti storici nell’immenso mare magnum della cronaca, di cui siamo bombardati ogni giorno dai mass media.
(Davide Morelli)

su Convenzionali a cura di Gabriele Ottaviani

Il sonno inchioda qui, ma il sogno è altrove…

La mappa del dolore, Alessio Vailati, Il ramo e la foglia. Con intensa voce lirica Vailati realizza un policromo mosaico di componimenti, quasi un concept album in versi che indaga la fragilità della condizione umana senza retorica e con tinte tenui e tocchi raffinati. Da non perdere.
(Gabriele Ottaviani)

Alcune poesie tratte dalla raccolta inedita "Musa amorosa" sono state tradotte in lingua polacca dalla poetessa e traduttrice Izabella Kostka. 

Voci non parlano più  - Gioventù  - Come un rimando  - Sguardi  - Meraviglia illesa - Atena Glaucopide

su "Luci da Oriente"



In attesa dell'uscita del libro di poesie a tema civile "La mappa del dolore",  
Elisabetta Brizio propone una riflessione a partire da "Luci da oriente" (2021), 
toccando le precedenti opere poetiche e il romanzo "Ninfa alla selva (2024). 

Su Cenobio, n.I - anno MMXXV e su Nuova Provincia (link qui sotto)


Gettati nel mondo gettati nel Tempo - "Luci da oriente", un breve saggio di Elisabetta Brizio

NINFA ALLA SELVA (ROBIN, 2024)

Emanuele T., un pittore oramai privo di ispirazione a causa di un tragico evento, tenta faticosamente di ricostruirsi una vita. Il suo successo è sempre stato legato a un quadro che possiede in sé un fascino ineguagliabile e che, in origine, avrebbe dovuto far parte di una serie di dipinti di grande valore economico commissionati dall'Associazione. Il protagonista è l'unico a conoscere il mistero della reale esistenza e compiutezza del ciclo pittorico. Solo quando verrà catapultato nel suo passato, riuscirà, non senza difficoltà, a riappacificarsi con quanto vissuto e a trovare nuovamente l'ispirazione e il desiderio di progettare una vita insieme alla donna che ama. 

Carlotta Vitali su SoloLibri.net
Robin Edizioni, 2024 - Un romanzo che scandaglia le pieghe più profonde dell’animo di un artista, cercando di cogliere la vera natura dell’atto creativo attraverso i complessi meccanismi dell’ispirazione. ..

 Da "Ninfa alla selva"

(citazioni)

 Crediamo sempre in tante cose. La maggior parte delle volte in ciò che ci fa più piacere
 (...) in fondo dentro di noi sappiamo che il pensiero di una persona è un'opinione e il pensiero concordante di due persone è già una verità. 
***
Il pensiero, d'altro canto, è l'arma più pericolosa nelle mani dell'uomo: è difficile da gestire ed è accessibile a tutti.
 ***
Che poi, si sa, il fior fiore degli intellettuali moderni è sovente una congerie di defunti
 ***
Noi fermi al centro, cacciati in fondo a un'emozione, perché l'emozione ha la capacità di arrestare lo scorrere del tempo. Le persone che condividono un'emozione saranno legate per sempre da un vincolo indissolubile.
***
E le avrei voluto spiegare che quanto aveva detto era per me la vera sfida, il centro nevralgico della mia idea di Arte: senza spazio e senza tempo, un'idea assoluta di Bellezza, slegata dai vincoli della finitezza e della caducità,  proiettata costantemente verso l'Infinito e l'Eternita. 
 ***
L'Arte è Bellezza. Questo è sufficiente per considerarla utile. In mezzo a tante brutture la Bellezza è un valore aggiunto. Anzi la direi essenziale.
***
"Vediamo un po'. Se penso che non vedrò la Cev.."
"Certovka!"
"Sì, il Ruscello del Diavolo...".
"Avresti preferito il Paradiso?", mi chiese ridendo.
"Tu no? Sempre meglio avere a che fare con gli angeli piuttosto che con i diavoli, non trovi? Anche se forse questi ultimi potrebbero rivelarsi, alla fine, piu prevedibili... Dico, il Male probabilmente non annovera una grande varietà di forme o di fini...".

Elisabetta Brizio sulla poetica di Vailati
Il Laborintus di Alessio Vailati


Elisabetta Brizio, Il Laborintus di Alessio Vailati, «Bibliomanie. Letterature, storiografie, semiotiche», 51, no. 16, giugno 2021, doi:10.48276/issn.2280-8833.5977

La poesia

"Luci da Oriente"

(Dalla quarta di copertina)

 Le luci che si accendono a Est sono le prime luci del giorno, quelle che rompono la cortina del buio: si affacciano al cielo debolmente ma rappresentano la promessa di un chiarore più forte, capace di ridefinire i contorni e rischiarare la via. Nel suo ultimo libro di poesie, «Luci da Oriente», Alessio Vailati apre così la riflessione sul destino dell’Uomo che cerca di resistere e di ritrovare la sua identità nell’asfittica e inesorabile morsa della realtà di tutti i giorni.

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(Dalla prefazione)

LUCI DA ORIENTE, la nuova silloge di Alessio Vailati, di una misura dinamicamente equilibrata e di una compostezza esemplare, ricostruisce con pacata eleganza un itinerario esistenziale che ha la precisione di un mosaico e la leggerezza di un arabesco. Il lettore appena avveduto ravvisa in questi versi cristallini la presenza di tematiche fondamentali, quelle che la vera poesia non trascura mai: domande appassionate a cui non seguono risposte del tutto sicure, riflessioni della mente e dell’anima vibratili come corde di violino (gli ‘arpeggi’ di Cardarelli filtrati dall’ermetismo più limpido), mòniti premurosi subito smorzati da una sorridente allusione e caute reticenze.

(Silvio Raffo)


Federico Migliorati su Spazio Libri (Il gazzettino nuovo)

Elisabetta Brizio su La nuova provincia

Il moto perpetuo dell'acqua 

(Biblioteca dei Leoni, 2020, pref. Paolo Ruffilli)


(Dalla Prefazione)

Le poesie di Alessio Vailati tendono a significare una reciproca compenetrazione tra paesaggio naturale e mondo umano, a partire dalla vivida dominante del mare nella prima parte della raccolta e fino alla compresenza dell'intervento degli uomini con le loro costruzioni nella parte conclusiva.  Il "moto perpetuo dell'acqua" è l'inevitabile scorrere che lo caratterizza, che è poi anche lo scorrere implacabile del tempo, a segnare l'origine e il principio stesso della vita e, nello stesso tempo, il suo procedere sempre e comunque nell'evoluzione, il suo trasformarsi nella direzione della continuazione, per noi della storia e per il cosmo della sua espansione. Tema centrale in tutta la raccolta è, dentro l'apparente silenzio, il contorno o perimetro dei "panorami", l'altrove: termine ineludibile del confronto, enigma esistenziale, l'altra faccia della medaglia, la traccia dell'assenza in cui precipitano attese e dubbi. Il fascino risiede in primo luogo nella scrittura e in quella incantata limpidezza di linguaggio che rinnova nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea della realtà che si rivela come una splendida sfinge, che ci affascina e intanto suscita domande senza risposta.



Lungo la muraglia

"Nelle screpolature di questa muraglia
che corre lungo il filo delle case
e le spiana e le schiaccia

un corteo di formiche si dispiega
contro l'orizzonte fino alla ruggine
che screzia l'occidente (...)"


Ecco il senso di questa vita-muraglia, sulla quale un occupatissimo e frenetico corteo di formiche percorre la sua vita davanti a un orizzonte in perpetuo tramonto. "Lungo la muraglia" vuole essere il canto che testimonia l'esistenza umana in una quotidianità fatta di stagioni e di ripartenze, di paesaggi e di ricordi...

"Lungo la muraglia"  (Bertoni Editore, 2020) è un libro che raccoglie un nucleo di poesie di moltissimi anni fa con qualche rara aggiunta ugualmente non recente. Il pensiero che lo sorregge non è quello delle ultime raccolte eppure questo libro restituisce una genuinità e una freschezza che forse con il tempo e con la maturità si sono perse. Già il titolo rimanda alla muraglia di montaliana memoria, ma senza i cocci aguzzi di bottiglia, presenti invece nella Poesia di Eugenio Montale.   
"Lungo la muraglia" si sviluppa in cinque sezioni: Stagioni e paesaggi, Lungo la muraglia, Ripartenze, Ritratti, Un cielo spoglio di città.


dalla sezione Ritratti

IV
ULISSE
Ho visto fiamme nei tuoi occhi
e un lampo d’orgoglio che si accende
quando il ricordo lentamente prende
la forma della tua giovinezza

e nelle rughe un’avventura e nei capelli
la traccia del tuo regno, una corona
e la forza di un corpo combattente
e l’astuzia e una malinconia.

Ho visto un sogno e un figlio e una sposa
ho visto mari e dee e mostri leggendari

che il destino nostro è un’Itaca pietrosa
dove presto torneremo. E partiremo ancora

Il moto perpetuo dell'acqua  

(Biblioteca dei Leoni, 2020, pref. Paolo Ruffilli)

Sebastiano Aglieco in Compitu Re Vivi
Antonio Spagnuolo su Poetrydream
Elisabetta Brizio su Italian Poetry.it;
Marisa Cecchetti su Tellusfolio;
Pasquale Vitagliano su Neobar.it
Fabrizio Bregoli presenta la poesia "Clessidra" su "Poeti Oggi"
Deborah Mega su "Limina mundi" propone selezione di poesie
Nazario Pardini sul blog Alla volta di Leucade
Pierangela Rossi sul quotidiano Avvenire (del 30.03.2021)
Paolo Gera su Casamatta n.3 maggio 2021
Federico Migliorati, su Spazio libri (Il gazzettino nuovo) e su Impresa Bresciana

Su Literary, sito dismesso, sono comparsi interventi di:
Deborah Benigni;  Elisa Davoglio; Luciano Nanni; Flavia Buldrini;  Nicoletta Corsalini; Ginevra Grisi.


 
Emma di Rao su "Il moto perpetuo dell'acqua"
[...] versi di grande pregio letterario! La cifra de " Il moto perpetuo dell'acqua" è sicuramente la limpidezza espressiva che si carica di ulteriori significati. Montale è, in questa raccolta poetica, una suggestione, forse anche un paradigma esemplare, ma l'iter poetico si snoda poi in modo originale verso risultati del tutto innovativi e personali.

Il Moto perpetuo dell'acqua : video-intervista su Circolare Poesia - A tu per tu con... 


Piccolo canzoniere privato

(Controluna edizioni, 2018)

Silloge vincitrice del premio "Poeti e narratori per caso", 2019 e finalista al premio Marineo 2018 per le categorie libri editi di poesia, in "Piccolo canzoniere privato"  le vicende e l’esperienza individuali costituiscono lo spunto iniziale per sviluppare una serie di riflessioni più profonde: il microcosmo personale e privato si confronta con il macrocosmo divenendone infine parte integrante e imprescindibile.

La riflessione pone l’accento sui grandi temi con cui da sempre l’umanità si è dovuta raffrontare nel tentativo di dare un senso all’esistenza, di contestualizzare la propria presenza all’interno di quel sistema di leggi universali che regolano la Natura, intesa come insieme complessivo di fenomeni, di forze, di esseri viventi e cose inanimate, legati gli uni agli altri da trame invisibili, a volte imperscrutabili.

Sulla lemniscata - L'ombra della luce

(La Vita Felice, 2017) 

Dalla prefazione di Diana Battaggia

"Nel percorso poetico di Alessio Vailati si ravvede un intreccio di linee, corde e fili che tesse la trama fitta della sua poesia, dove l’ordito è la pacata e profonda riflessione. 
Sulla lemniscata presenta un’architettura a piramide al cui vertice si posiziona la luce della Verità, ambita meta che offre la chiave di lettura dell’intero universo. La tensione è elevata, ma comprendere come la Luce possa scadere in ombra, quando a contatto con il mondo reale, la materia, gli oggetti e la ragione umana, genera quesiti come «Dov’è la traccia che divide/ il pensiero generante e il generato?». 
Al fine di determinare la presenza nascosta della luce, è interessante la scelta dell’autore di riferirsi spesso a vetri, specchi, finestre: elementi materici che modificano il raggio e mediano bagliori, riflessi, riverberi. Significativa la capacità di dipingere quinte paesaggistiche con delicatezza e tratti impressionisti.
Nella sequenza dubitativa, resa da Vailati con estrema eleganza e avanzata ricerca linguistica, affiora con sempre maggiore evidenza un rapporto di relazione certo, di equilibrio in opposizione alle inquietudini: è un tu rivolto all’amata – pensiamo – ma potrebbe coinvolgere una qualsiasi altra entità a cui appellarsi per sconfiggere precarietà e solitudine." 

Sulla via del labirinto 

(L'Arcolaio, 2010)


Dalla prefazione di Anila Resuli
L’irraggiungibile uscita dal labirinto.

  «Fra le calli è il labirinto / […] e di te più manca il filo» «filatrice bella, non amorevole, Arianna»; così, la raccolta di Alessio Vailati è un continuo rimando al mito del Minotauro, quando Teseo riuscì a tornare indietro dal labirinto, una volta sconfitto il mostro, proprio grazie al filo di Arianna. Se non fosse che qui, a differenza del filo di Arianna, non vi è che una vana speranza. 

 

Delicata, a tratti quasi petrarchesca, questa raccolta è così impostata come fosse un’unica intera poesia, divisa in più parti; il continuo della eco ad ogni ultimo verso trova giusto approdo all’inizio del verso della poesia successiva; quasi non vi fossero pause, quasi l’attesa della fine fosse infinita. Forse quanto l’attesa di quest’uscita dal labirinto? Eppure nella ricerca, in questo «ordine-disordine» di mancanze, non vi è che vita. Pure nell’immancabile assenza, la presenza dell’amata è viva, animata ma silenziosa, «vita, dispiegata in un mistero».

L'eco dell'ultima corda

(Lietocolle, 2008) 

Dalla prefazione di Stefania Crema

"Questo libro di poesia è in realtà un viaggio che ci porterà a conoscere un po' più da vicino certi strani legami, ci renderà edotti di correlazioni tra il piccolo mondo che portiamo con noi, quello più grande che ci ospita e quello immenso che ci osserva da lontananze abissali. 
[…]
Sfruttando modalità espressive totalmente innovative, la metafora di Orfeo ed Euridice diventa la chiave per affrontare il problema dell'esistenza e delle possibilità di riscatto poetico attraverso l'evasione in un altrove, in un virtuale spazio dell'anima prima che del corpo.
Vailati ci fa accedere a tale dimensione consentendoci di scavalcare i condizionamenti di una società che si illude di trovare nella razionalità le risposte ai suoi problemi. Questo altrove si configura innanzitutto come spazio aperto, traslato di libertà che, con il suo dilatarsi ampio sulla sfera dell'orizzonte, allude alla spazialità seducente dell'apertura alla natura". 

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